Festival della Felicità 2012 Presentazione di “Le voci intorno”


di e con Maria Pia Ammirati, Vice direttore Rai1
e Beppino Englaro, Socio della Consulta di bioetica di Milano

Maria Pia Ammirati parla del suo nuovo libro con Bep- pino Englaro. Il romanzo descrive una storia che ricorda quella di Eluana. Tra la vita e la morte sta il senso e la ricerca della felicità possibile, per tutti noi. “Le voci intorno” sono le voci che la piccola Alice, sedicenne in coma, sente dal suo letto d’ospedale; Alice è in grado di fare una sola cosa: aspettare.

Modera
Stefania Pinna, Giornalista di “SkyTG24″

Maria Pia Ammirati è dirigente televisiva, scrittrice
e giornalista. Ha esordito nel 2000 con il romanzo I cani portano via le donne sole, selezionato al premio Strega 2001. Nel 2005 è uscito Un caldo pomeriggio d’estate (Premio Grinzane-Cavour Calabria). Con il romanzo Se tu fossi qui (Cairo, 2010) ha vinto il Premio Selezione Campiello 2011, il Selezione Ra- pallo, e i premi Procida-Isola di Arturo- Elsa Morante, Basilicata, Vincenzo Padula e Città di Penne. Nel 1992 ha pubblicato un saggio sulla narrativa italiana degli anni Ottanta, Il vizio di scrivere, indagine sui nuovi scrittori italiani. Da allora si occupa di narrativa italiana collaborando alle pagine culturali di giornali e riviste, oggi scrive per il quotidiano Liberal. Tra gli altri libri ricordiamo Madamina: il catalogo è questo (1995), Femminile plurale: voci della poesia italiana dal 1968 al 2002 (2003).

Beppino Englaro padre di Eluana e socio della Consulta di Bioetica di Milano, si è battuto per oltre diciassette anni in nome della libertà di cura e della libertà di terapia. Nel 2008 è uscito per Rizzoli il suo libro Eluana, la libertà e la vita (con Elena Nave) e nel 2010 La vita senza limiti, (con Adriana Pannitteri), dove si fa portavoce di un popolo silenzioso che ogni giorno, negli ospedali, si pone domande semplici e aspetta risposte umane, e viene invece abbandonato dalla politica in un limbo di sofferenza.
Una battaglia in cui Englaro è tuttora impegnato perché la libertà di cura sia un valore collettivo, perché la legge rispetti l’individuo e non dia ad altri se non a lui stesso il diritto di decidere della propria salute.

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